mercoledì 18 marzo 2015

FOCUS



Buongiorno!
Oggi vi parlerò di Focus. Film del 2015 che vede il ritorno di Will Smith sul grande schermo.
Concentrati. Si basa tutto su questa parola, concentrarsi è l'unico modo per comprendere l'inganno, concentrarsi è l'unico modo per non essere ingannati. Perché questo fa il film, cerca di sorprendere e come detto ingannare continuamente lo spettatore. Nulla è con sembra perché per essere un ottimo truffatore bisogna essere prima di tutto un illusionista. E poco importa se i continui colpi di scena spesso sono un po tirati per i capelli. Anche se devo ammettere che in un paio di volte mi era presso il NAZISMO visto l'impossibilità di tali situazioni!
Will Smith torna al cinema finalmente senza insopportabile figlio e lo fa alla grande. Interpretato quello che sa far meglio, un figo che fa cose fighe. Le donne rimarranno ammaliate. Ma amici maschietti non rimarrete deludi nemmeno voi! Vi ricordare la biondina tutto pepe di The Wolf of Wall Street? Si proprio lei scalderà i vostri "cuori" per i 104minuti di pellicola. Margot Robbie sprigiona un fascino mistico, accentuato da alcune imperfezioni,tipo gli occhi molto vicini, che la rendano ancor di più sexy. La bella australiana ne farà di strada datemi retta!
Piccola chicca, oltre al villain interpretato da Rodrigo Santoro, l'irriconoscibile Serse di 300, la partecipazione di Gerald McRaney. L'attore caro alla mia generazione per aver interpretato il Maggiore John D. McGillis nella serie fine anni 80 "A gli ordini papà!". Qui interpretata una vecchia schiaccia inarrestabile, per me la parte più divertente e riuscita d'opera!
Insomma Focus riesce nell'obbiettivo, ciò intrattenere piacevolmente il telespettatore e divertirlo! E mi raccomando concentratevi perché nulla è come sembra!

UN SALUTO DA S. TRIPALDI




giovedì 5 marzo 2015

SELMA



Buongiorno oggi vi parlerò di Selma, film del 2015 diretto da Ava DuVernay.
Il film è incentrata sulla figura del Dottor Martin Luther King, ma non è una vera e propria autobiografia ma l'accurata ricostruzione della marcia pacifica partita da Selma fino a Montgomery, capitale dello stato della Alabama, per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle discriminazioni razziali ed i soprusi di cui sono oggetto gli afroamericani. King vede nell'acquisizione del diritto di voto l'unico modo per eliminare il razzismo e i maltrattamenti dal paese. Perché così il popolo nero potrà votare politici non razzisti e fare parte delle giurie fino ad allora composte solo da bianchi, che puntualmente scagionava i loro aguzzini (senza tessera elettorale non si può diventare un giurato).
Incredibile, in un paese che si fregia, ora come allora, di esportare la democrazia, il fatto che durante la fine degli anni 60 (ma in parte anche adesso, i recenti atti di sangue ne sono testimone) a gran parte della propria popolazione di colore fosse impedito il diritto più importante, quello di voto (ma non solo,non potevano frequentare scuole per bianchi, salire in autobus nei posti davanti anche se vuoti ecc.). Negato da una classe politica il cui unico terrore è perdere il potere, inadatto a un cambiamento inarrestabile, terrorizzata e timorosa che dare i propri diritti agli afroamericani possa, oltre che far perdere la poltrona, dare un inizio a una spirale che porti a una rivoluzione rossa (erano gli anni della caccia alle streghe e del maccartismo). La crudeltà riportata sullo schermo, fatta di efferati omicidi pestaggi verso proprio pari, compresi donne, bambini e anziani, il cui unico difetto sta nella colore della pelle, arriva diretto allo stomaco dello spettatore come un pugno, e fa riflettere su come possano essere ripugnante a volte l'umanità, su quanto dobbiamo essere grati verso chi ha perso la propria vita per far si che tutti noi potessimo avere tale diritti che diamo per scontati.
Parlando dell'interpretazioni ho apprezzato molto David Oyelowo, che interpreta un King il più possibile umano, che compie errori come è normale che sia. Afflitto da insicurezze e dubbi, che prova un grande senso di colpa per ogni morte provocata dalla sua lotta pacifica. Infatti Selma non è scelta a caso come città, ma è il luogo adatto visto che è governata da un governatore razzista e protetta da uno sceriffo bigotto, perfetti per fare alzare un polverone mediatico intorno alla protesta, ma questa sfida costa litri di sangue e morti.
Grandissimo lavoro è stato fatto anche per assemblare il resto del cast, infatti troveremo sullo schermo oltre ad attori bravissimi e affermati (Tim Roth, Oprah Winfrey,Giovanni Ribisi ecc.) caratteristi straordinari come Tom Wilkinson, Martin Sheen e Dylan Baker.
Il film non è certo privo di difetti, soprattutto l'eccessiva lentezza di qualche passaggi, ma riesce a centrale l obbiettivo, cioè smuovere le coscienze e far riflettere. Anche io mi unisco alle proteste per la mancanza di nomination come miglior film e miglior attore a Oyelowo.
Un saluto S.Tripaldi 





martedì 3 febbraio 2015

FILM VISTI A GENNAIO

Questi sono i film visti in questo primo mese dell'anno, in grassetto metterò solo i film nuovi, e fra questi sceglierò il film che più mi è piaciuto questo mese.

  • AMERICAN SNIPER
  • LA STANGATA
  • THE INTERVIEW
  • 50 VOLTE IL PRIMO BACIO
  • ANCHORMAN 2
  • VAI AVANTI TE CHE A ME MI VIENE DA RIDERE
  • IL PADRINO
  • THE IMITATION GAME
  • THE PREDESTINATION
  • LE CONSEGUENZE DELL'AMORE
  • BIRDMAN
  • END OF WATCH
  • IL NOME DEL FIGLIO

E IL VINCITORE E'........


Film splendido, con grandi interpreti, diretti da un regista in stato di grazia, la fotografia digitale poi fa il resto, per saperne di più http://dituttoeddinulla.blogspot.it/2015/01/birdman.html

Mentre se dovessi scegliere un film fra la lista, la scelta sarebbe obbligatoria. Il padrino non è solo il film più bello di questa lista ma è anche il mio preferito che guardo e riguardo continuamente, senza mai stancarmi.
Bellissimo anche Le Conseguenze Dell'Amore, film del 2004 diretto dal futuro premio Oscar Sorrentino, recuperatelo assolutamente se l'avete perso, Servillo qui è straordinario.
Sconosciuto ai più The Predestination si è rivelato un thriller fantascientifico anomalo, difficile da digerire ma che vi consiglio di vedere perché molto orinale.
Non mi ha convinto del tutto invece The Imitation Game http://dituttoeddinulla.blogspot.it/2015/01/the-imitation-game.html
Mentre se siete amanti dei film demenziali guardatevi The Interview, film che ha fatto imbufalire un paese intero.....

mercoledì 28 gennaio 2015

BIRDMAN




Buongiorno oggi vi parlerò di Birdman, film del 2015, diretto da Alejandro Gonzalez Inarritu, probabile nuovo mattatore degli Oscar 2015, avendo dalla sua ben 9 candidature.
Quello che ho visto è un film sull'ossessione di un uomo, ricordato da tutti come Birdman (il primo grande supereroe di successo della storia del cinema).
 Il protagonista combatterà tutta la sua restante carriera per togliersi questa etichetta di dosso. E sembrerebbe riuscirci finalmente mettendo in atto un opera teatrale a Broadway denominata "Le imprevedibili virtù dell'ignoranza". Ma i suoi mostri interiori (raffigurati da Birdman stesso) lo ostacoleranno cercando in tutti i modi di farlo tornare sui suoi passi, e fargli scegliere la via comoda, tornando a interpretare il supereroe per un quarto capitolo. L'uomo mascherato che vediamo non è altro che la vocina interiore che tutti noi abbiamo, quella che ci ostacola ci limita e che cerca di farci percorrere sempre la via più facile, ma è anche quella che non ci fa spesso prendere la decisione migliore, ma solo la più comoda, rendendoci incapaci di crescere, evolverci e migliorarci. Come a volerci ricordare che il nostro peggior nemico spesso lo potremmo incontrare guardandoci allo specchio.
Per interpretare il protagonista è stato scelto non a caso Michel Keaton. Famoso per aver avuto una carriera costellata da alti e bassi (fra l'altro ha interpretato il primo Batman) ma non ha mai raggiunto vette auspicabili visto il suo talento. Molto probabilmente grazie a questo film riuscirà a raggiungere finalmente l'olimpo del cinema vincendo un Oscar.

Accanto a Keaton troveremo un cast straordinario composto da, Norton (nomination a gli oscar anche per lui, finalmente torna a usare il suo grande talento per questa parte, dopo anni di nulla), Watts, Stone e Galifianakis. Tutti con le loro storie che si intrecciano ma che non volgono a una conclusione, volendole fa passare marginali rispetto al tema principale dell'ossessione e la lotta interiore del protagonista, anche se forse si poteva eliminare qualche sotto trama un po superflua.
A livello tecnico siamo di fronte all'eccellenza, la fotografia digitale è sontuosa. Spettacolari le immagini nel teatro dove i colori algidi del blu si mescolano con i rossi resi luminosi dal girato in digitale. Bellissima anche l'uso della telecamera che segue e accerchia il protagonista quando cammina. Inarritu sa come usare la camera e lo dimostra ampiamente in questo film
Concludo consigliando se possibile la visione in lingua originale.

Un saluto da S. Tripaldi


mercoledì 21 gennaio 2015

THE IMITATION GAME



Buongiorno oggi vi parlerò di The Imitation Game.
Il film parla di Alan Turing, genio matematico creatore di una macchina crittografica (pronipote del Personal Computer) capace di codificare Enigma, marchingegno di comunicazione in codice nazista. Vinta la guerra il povero Turing, una volta che le autorità scopriranno essere omosessuale, viene costretto alla castrazione chimica per fermare la sua "perversione".
Il film tutto sommato mi è piaciuto ma prima di analizzare gli aspetti positivi mi soffermerò su quelli negativi.
Allora non ho apprezzato molto la regia. L'ho trovata piatta e poco ispirata. La storia di per se è meravigliosa, ma a mio giudizio poteva essere girata in modo più incalzante. I colpi di scena vengano gestiti malamente, e non riescano a sorprendere come dovrebbero lo spettatore. Avrei preferito anche che venisse in qualche modo mostrata la morte di Turing, che si suicidò mangiando una mela avvelenata. Logicamente lui scelse questa fine teatrale per colpire l'opinione pubblica sulle barbarie subite dal governo. E il non accennare a questo fatto hanno forse sminuito il suo gesto di denuncia estrema.
Non mi ha fatto impazzire il cast di contorno, troppo piatto e stereotipato. La giovane, intelligente e carina che scalda il cuore del genio burbero, il collega rivale che poi diventerà suo grande amico. Questi e altri personaggi sono schiacciati da un grande Benedict Cumberbatch.

E eccoci alle note positive. Innanzitutto l'interpretazione sontuosa dell'algido attore inglese. Bravissimo a immedesimarsi in una parte difficile come quella del genio incompreso. Specialmente nel finale commuovere e fa innamorare lo spettatore grazie alla sua ottima mimica facciale. Ma questo non è certo una novità per chi come me ha seguito la serie inglese Sherlock, dove interpreta un personaggio tutto sommato simile. Ora sono molto curioso di vederlo nella parte di Doctor Stranger per la Marvel.
Altro grande punto a favore del opera è quello di raccontare una storia che in pochi conoscevano. Prendere atto che grazie a un uomo sono stare salvate milioni di vite. E conoscere le barbarie con cui venivano trattati gli omosessuali. È straziante sapere che fino al vicino 1967 il governo britannico faceva arrestare, imprigionare e castrare delle persone solo perché non etero. Spero che la visione di questo film faccia ricredere chi vede nell'essere diversi (per gusti sessuali colore della pelle religione ecc.) un pericolo e una minaccia.
Un saluto S. Tripaldi



giovedì 15 gennaio 2015

OSCAR



Salve guys! e' tempo di Oscar! ecco le nomination delle categorie principali e le mie previsioni!

  • Miglior film
  • American sniper
  • Birdman
  • Boyhood
  • Grand Budapest hotel
  • Imitation game
  • Selma
  • Theory of everything
  • Whiplash
Per me qui il gioco è a due fra Grand Budapest hotel e Boyhood, ma visto l'incetta di premi che ha fatto e visto la particolarità del opera (per saperne di più http://dituttoeddinulla.blogspot.it/2014/12/boyhood.html ) dico Boyhood

  • Migliore attore protagonista
  • Steve Carell in Foxcatcher
  • Bradley Cooper in American sniper
  • Benedict Cumberbatch in The imitation game
  • Michael Keaton in Birdman or (The unexpected virtue of ignorance)
  • Eddie Redmayne in The theory of everything
Allora questa è la categoria più difficile da interpretare, davano Carrell e la sua straordinaria interpretazione di un vecchio allenatore omicida come favorito fino a poco fa, ma l'opera non ha avuto il successo sperato. Il film di Bradley Cooper deve ancora uscire in estesa in America, quindi è difficile da valutare, ma io lo toglierei dai papabili, da valutare Cumberbatch come outsider, ma penso che la spunti Michael Keaton. (Mi spiace che non sia nemmeno stato nominato Jake Gyllenhaal, la sua interpretazione era veramente notevole)
  • Migliore attore non protagonista
  • Robert Duvall in The judge
  • Ethan Hawke in Boyhood
  • Edward Norton in Birdman or (The unexpected virtue of ignorance)
  • Mark Ruffalo in Foxcatcher
  • J.K. Simmons in Whiplash
Credo sia l'oscar più scontato, quello a Simmons
  • Migliore attrice protagonista
  • Marion Cotillard in Two days, one night
  • Felicity Jones in The theory of everything
  • Julianne Moore in Still Alice
  • Rosamund Pike in Gone girl
  • Reese Witherspoon in Wild
L'interpretazione di Rosamund Pike è superlativa (http://dituttoeddinulla.blogspot.it/2014/12/gone-girl.html) però Julianne Moore ha già vinto i Golden Globe e non credo fallirà nemmeno agli Oscar
  • Migliore attrice non protagonista
  • Patricia Arquette in Boyhood
  • Laura Dern in Wild
  • Keira Knightley in The imitation game
  • Emma Stone in Birdman or (The unexpected virtue of ignorance)
  • Meryl Streep in Into the woods

Do quasi per scontata la vittoria della Arquette

  • Migliore adattamento cinematografico
  • Jason Hall per American sniper
  • Graham Moore per The imitation game
  • Paul Thomas Anderson per Inherent vice
  • Anthony McCarten per The theory of everything
  • Damien Chazelle per Whiplash

Categoria molto difficile, credo che la spunterà Whilplash anche se verrà tallonato da American sniper, difficilmente il buon Clint tornerà a casa a mani vuote, e forse questo potrebbe essere il suo premio

  • Migliore sceneggiatura originale
  • Alejandro G. Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris, Jr. e Armando Bo per Birdman or (The unexpected virtue of ignorance)
  • Richard Linklater per Boyhood
  • E. Max Frye e Dan Futterman per Foxcatcher
  • Wes Anderson e Hugo Guinness per The Grand Budapest hotel
  • Dan Gilroy per Nightcrawler



Toglierei sicuramente Boyhood, non è certo nella sceneggiatura la forza di questo film, in parte vale il solito discorso per The Grand Budapest hotel, fra i tre che rimangano , sicuramente vedo come favorito Birdman, film che farà incetta di premi come avrete intuito

mercoledì 7 gennaio 2015

AMERICAN SNIPER




Buongiorno ogni vi parlerò di American Sniper. Film del 2014 diretto da Clint Eastwood.
Bradley Cooper è chiamato a interpretare Chris Kyle il più grande cecchino della storia americana.
Ero un po scettico su questo film, temevo nella classica americanata, dove gli statunitensi sono belli, buoni e esportatori di democrazia. Fortunatamente non è andata cosi. Il protagonista è si un fervente patriota, però compie un percorso che lo porta a cambiare in parte il suo punto di vista. Due scene servano a confermare ciò. A inizio film non ci pensa due volte a uccidere un bambino armato, mentre verso il volgersi del opera, tituba, e ciò poteva essere fatale, ma rende comprensibile il cambiamento che sta attraversando interiormente. Bisogna capire che il film parla di un uomo e non di una guerra, Clint non è interessato a raccontare cosa è buono o no ma solo parlare della vita di Kyle.

L'opera si svolge lungo l'arco narrativo di 9 anni. Ecco qui si poteva fare meglio. Lo spettatore fa fatica a comprendere la velocità con cui si svolgano alcuni accadimenti. Nel finale ciò ancor più accentuato, si passa  rapidamente da un uomo distrutto dalla guerra, ad un uomo perfettamente reintegrato nella società. Forse era meglio togliere qualche scena di guerra e aggiungere qualcosa all'evoluzione mentale di un persona con l'ossessione di proteggere, infatti i suoi demoni non sono l'aver ucciso ma il non aver salvato. Tutta la sua vita si compie con il bisogno ossessivo di proteggere i suoi fratelli, di sangue o acquisiti (i Marines).
Tornando a parlare delle scene di guerra, ho apprezzato molto il taglio registico realista. Infatti le numerose scene violente non sono mai gratuite, ma servano a far capire quanto tremendo sia trovarsi in un conflitto. Quanto sia logorante fisicamente e psicologicamente vedere compagni mutilati, seviziati e uccisi, proprio per questo avrei preferito come dicevo sopra, un miglior approfondimento sulla parte finale. Insomma si passa da un uomo distrutto a un amante focoso e padre irreprensibile in 5 minuti di pellicola.

Concludo dicendo che ho apprezzato molto il finale. (SPOILER) Il far subentrare la scritta che descrive la sua morte al posto di un Kyle sorridente, fa rimanere senza fiato lo spettatore, molto di più di come avrebbe fatto una messa in scena de omicidio. Toccanti anche le immagini del funerale, che mostrano un intero paese mobilitato per portare omaggio a chi ha vegliato sui propri soldati. Qui ci sarebbe da scrivere pagine e pagine su quanto sia giusto questo conflitto ( io non ho molta simpatia per un paese ipocrita e guerrafondaio), ma questo non è il momento ne il luogo giusto. Certo va rispettato una nazione, che nonostante le sue mille contraddizioni, riesce a unirsi e a compattarsi in questi momenti. E a mobilitarsi in toto davanti a una bandiera.

Un Saluto S. Tripaldi



lunedì 22 dicembre 2014

GONE GIRL





Buongiorno, oggi vi parlerò di Gone Girl. Film del 2014 diretto da David Fincher e interpretato Ben Affleck e Rosamund Pike.
  
Amy e Nick all'apparenza sembrano una coppia perfetta. bellissimi colti benestanti. Ma il castello di carta fatto di apparenze crollerà quando lei, il giorno del loro 5 anniversario, sparirà misteriosamente.

Fincher da prova del suo grande talento sfornando un altra grande opera. Il film va visto a mio giudizio come una parabola onirica discendente sul matrimonio, una storia d'amore portata all'estremo, di due persone che dall'amarsi passano al odiarsi. Essendo un thriller la sceneggiatura prenderà una piega inaspettata. Ho trovato interessante che come una moderna "Coscienza di Zeno" molti dei fatti passati potrebbero essere falsi. "L'io sono un bugiardo" messo in prefazione di tale opera, anche qui trova la sua controparte cartacea, ma non mi spingo oltre temendo lo Spoiler.

In oltre il thriller nasconde una velata (ma nemmeno più di tanto) denuncia al potere dei media verso le masse. La capacità di processare e condannare con buona pace "dell'innocente fino a prova contraria". Affamando una popolazione che dalla tragedia del piccolo Lindbergh in poi (primo fatto di cronaca nera a portata mediatica nazionale) è come drogata di tragedia ( ma basta accendere la tv per vedere che non siamo poi cosi diversi).

Tutto ciò è retto da una buona prova di Ben Affleck. Il regista conosce bene la semplicità della sua mimica facciale e ci gioca sopra accentuandola. Cosi sullo schermo vediamo un uomo all'apparenza imperturbabile per la scomparsa della moglie, iniettando nella mente dello spettatore il tarlo del ragionevole dubbio . Ben divide la scena con la straordinaria Rosamund Pike. La sua prova è talmente superlativa da farmi sperare quantomeno in una candidatura all"Oscar. Anche qui il Fincher si diverte molto con il suo visto Hitchcockiano, valorizzando il suo sguardo freddo e imperturbabile. Facendo così inizialmente lo spettatore non riuscirà a patteggiare per nessuno dei due, e verrà travolto ancor di più dal colpo di scena finale.
Concludo augurandovi buona visione. S. Tripaldi
















martedì 16 dicembre 2014

THE ARTIST




Buongiorno oggi vi parlerò di The Artist, film del 2011. Diretto da Michel Hazanavicius e interpretato da Jean Dujardin e Bérénice Bejo. La sua particolarità è nell'essere un film muto e in bianco e nero.
I numerosi riconoscimenti ricevuti, lo rendano il film francese più premiato di sempre, fra di essi spiccano ben 5 premi Oscar (miglior film, migliore regista, miglior attore, migliori costumi e migliore colonna sonora).
Hollywood 1929, George Valentin è un grande divo del cinema muto, ma l'incombenza del sonoro manderà in fumo la sua scintillante carriera fini a farlo cadere in un turbinio di degrado e povertà. Fortunatamente Peppy Miller, attrice e ammiratrice di George, si adopererà per togliere dallo squallore l'ex divo.
Il film dimostra come anche rivolgendo un occhio al passato si possa creare un progetto innovativo. La bravura degli interpreti è tale da rendere superflue le parole. Non è facile interpretare questo genere di film, il modo di recitare è completamente diverso, bisogna enfatizzare molto le espressioni e i gesti in modo tale da essere compresi anche senza aprire bocca. (Non a caso molti divi del muto faticarono ad adattarsi e si trovano disoccupati dopo l'avvento del sonoro). Jean Dujardin è l'indiscusso mattatore del film, dotato di una mimica facciale capace di far emozionare con una singola espressione. L'alchimia con Bérénice Bejo è tale da far immedesimare e coinvolgere totalmente lo spettatore.(Ammetto di aver visto e rivisto il finale dove danno veramente sfoggia della loro grande bravura).

Formidabile la colonna sonora, che durante tutto il film e capace di accompagnare al meglio le vicissitudini dei protagonisti.
Oltre agli albori del sonoro, altro tema affrontato e quello della nascita del divismo, il rendere attori di Hollywood personaggi cosi tanto iconografici da essere paragonati a "divinità", non a caso il protagonista si chiama Valentin. In omaggio a Rodolfo Valentino primo grande divo hollywoodiano, mentre nel finale viene ricordato John Gilbert, attore la cui parabola discendente, ha ispirato il film. E a proposito di omaggi, lampante è quello a Cantando Sotto La Pioggia, altro film che racconta il passaggio al sonoro dal muto.(Valentin gira un film su uno spaccino, la svolta musical ecc.)
Concludo con una curiosità tecnica. Il film per avvicinarsi alle opere anni venti è girato a 22 fotogrammi al secondo. Ciò potrebbe rendere la visione televisiva leggermente velocizzata visto che essa adotta lo standard contemporaneo di 24 FS. Cioè è molto più enfatizzato nei film pre sonoro, infatti lo standard dell'epoca era 20 FS. Quindi se vi capita miracolosamente di vedere un film muto sullo schermo di casa, sappiate che in origine le immagini non erano cosi veloci!

Un saluto S. Tripaldi 


lunedì 8 dicembre 2014

MAGIC IN THE MOONLIGHT



Buongiorno oggi vi parlerò del nuovo film di Woody Allen, Magic in the Moonlight, uscito nei cinema italiani il 4 dicembre e interpretato da Emma Stone e Colin Firth.
Il film parla di un famoso illusionista, Stanley, nome d'arte Wei Ling Soo(Colin Firth) chiamato a smascherare una sedicente sensitiva, Sophie Baker (Emma Stone). Tema molto caro a Allen, quello della magia, vista che il suo sogno di gioventù era fare l'illusionista.
Il film nasce come un opera leggera, intendiamoci bene tutto è confezionato squisitamente. Carina la fotografia carina l'atmosfera creata dalla musica armonica che fa tanto Francia anni 20, qui però il paese dei galletti, a differenza di Midnight in Paris dove la presenza della città era talmente potente visivamente da sembrare quasi un personaggio vivo, fa da cornice alla storia in maniera discreta. Anche il modo di recitare distensivo e tranquillizzante di tutto il cast rilassa e accompagna lo spettatore piacevolmente in questa storia.


Però, c'è un però. Emma Stone e Colin Firth sono due ottimi attori, il secondo poi è straordinario. Però la loro coppia non funziona molto. [Piccolo spoiler]. Come spesso accade nei film di Allen, anche qui fra i protagonisti nascerà del tenero. Ma la differenza d'età è talmente grande, accentuata da Emma Stone che dimostra ancora meno dei suoi 26 anni, da rende poco plausibili una tale unione. Indubbiamente Allen ha voluto metterci del suo, e portare nella fiction un accenno della sua storia d'amore vissuta con Soon-Yi Previn. 

Nonostante questo difetto l'ora e mezzo vola con leggete, dando vita a un opera d'intrattenimento intelligente.


sabato 6 dicembre 2014

BOYHOOD



Buongiorno oggi vi parlerò di Boyhood film diretto da Richard Linklater e interpretato da Ethan Hawke e Patricia Arquette. Presentato al Sundance festival e vincitore, ad oggi, dell'orso d'argento al festival di Berlino e il premio come il miglior film al New York Film Critics Circle Awards.
Cosa ha di cosi speciale Boyhood? Sicuramente la messa in scena di una storia lunga 12 anni, senza cambiare attori o ricorrendo a trucchi per invecchiarli. Come è stato possibile ciò? Semplice, girando per 12 anni consecutivi, ogni estate, nuove scene. Lo spettatore potrà cosi vivere la crescita costante del piccolo Mason Evans, la nascita e la coltivazione delle sue passioni, i suoi primi amori, il rapporto conflittuale con i genitori divorzisti. In più rivivremo attraverso i suoi occhi la nascita del nuovo millennio fatto di Facebook Harry Potter Crisi finanziaria guerre ecc.




Ad accompagnare il protagonista troviamo oltre ai due genitori divorziati (Ethan Hawke, Patricia Arquette), sua sorella e i vari mariti della madre. L'Arquette ha già fatto incetta di premi per la sua interpretazione in questa opera, ma io sinceramente ho apprezzato più il personaggio di Hawke, un uomo che si trova ad essere padre troppo presto, compie vari errori, ma grazie a una continua autocritica percorre un percorso di evoluzione costante, fino a farlo diventare un uomo e un padre modello.
La trama è volutamente semplice e priva di colpi di teatro fatti ad hoc per scioccare o furbescamente emozionare il pubblico. L'intento non è quello, ma li raccontare la crescita di una persona qualunque, in modo che gli spettatori possano immedesimarsi nel bambino che guarda le nuvole con gli occhi sognanti.
Questo film è una boccata d'aria fresca in un cinema ormai fatto solo di Kolossal da minimo 100milioni di budget, è la dimostrazione che le idee valgano più di mille effetti speciali. I 2 miloni di budget hanno dato la possibilità a Linklater di tenere sempre in mano il progetto senza dover accontentare orde di produttori, il mio auguri che altri registi prendono spunto e mollino le loro seggiole dorate per rimettersi in gioco.


lunedì 17 novembre 2014

FRANK






Buongiorno, oggi vi parlerò di Frank, film indipendente diretto da Lenny Abrahamson. Liberamente ispirato all'esperienza vissuta in prima persona dal regista con Frank Sidebottom, alter ego del musicista e comico britannico Chris Sievey. Presentato al Sundance Film Festival 2014.
Chi può dirsi normale a questo mondo? La domanda viene spontanea quando uno dei componenti definisce Frank, "l'uomo più sano di mente che abbia mai conosciuto". Poco male se il suddetto vive costantemente con una maschera di cartapesta in testa (a tavola, giorno notte e docce comprese). Ma chi è questo Frank? Un musicista indipendente dotato di grande talento, capace di trovare l'illuminazione e la poesia anche in luoghi insperati (tipo il ciuffo più lungo di un tappeto). A interpretare un personaggio cosi complesso viene chiamato Michel Fassbender. 
 Incredibilmente l'essere continuamente mascherato non lo limita anzi incanala il suo carisma e talento, tirando fuori un interpretazione Cult. Non solo a livello recitativo ma anche livello musicale. Michel non sembra un attore bravo a cantare ma un vero e proprio cantautore.
 BRANO INTERPRETATO DAL FASSBENDER

Fassbender non è solo sulla scena ma accompagnato da un gruppo variopinto di interpreti, tutti con le loro pazzie e frustrazioni. A loro si aggiunge un tastierista trovato per caso Insieme a lui passo dopo passo impareremo a conoscere la band chiamata Soronprfbs. Quest'ultimo inizialmente sembrerà essere il componente più normale e equilibrato. Ma poi le sue manie di protagonismo e l'ossessione per il social prenderanno il sopravvento (velata denuncia all'uso ossessivo d'Internet fatto oggi). E volgendo alla conclusione torna in mente la prima domanda, chi può definirsi normale?

 TRAILER

Un saluto
S.Tripaldi

lunedì 10 novembre 2014

INTERSTELLAR





Buongiorno oggi vi parlerò di Interstellar.
Film del 2014 diretto da Christopher Nolan e interpretato da un cast d'eccezione composto da Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Casey Affleck, Michael Caine e Matt Damon.
Il film parla di un gruppo di astronauti costretti a compiere un viaggio spaziale verso l'ignoto per cercare un nuovo pianeta da colonizzare, visto che la terra è afflitta da una piaga che impedisce quasi ogni coltura.
Lo spettatore si troverà difronte a uno dei film più coraggiosi e ambiziosi film degli ultimi anni. 
Da ammirare la casa di produzione, che nonostante il nome di Nolan rappresenti una sicurezza al box office, rischia ben 165 milioni di dollari in un opera incentrata su temi mal digeribili dallo spettatore medio come viaggi spazio/temporali, wormhole, buchi neri e teorie fisiche quantistiche varie.
Ma come spesso succede nella fantascienza dietro il fantastico si cela un viaggio nel animo umano. In questo mondo piegato dalla fame e dalla disperazione i popoli hanno smesso di farsi la guerra (tutti gli eserciti sono sciolti) e ritrovano uno spirito di sopravvivenza ancestrale e arcaico. Persone che si credevano disposte a morire per un bene comune, trovandosi dinanzi alla fatto compiuto realizzano di essere disposti a tutto pur di sopravvivere.
Dal punto di vista visivo sono rimasto ammaliato dai meravigliosi piani sequenza, dove viene mostrato l'universo in tutta la sua magnificenza (sarebbe stato meraviglioso vederlo in IMAX).
Il cast non delude soprattutto il grande Matthew McConaughey, autore di una prova sofferta e sentita, stupefacente la sua mimica facciale, soprattutto quando il suo personaggio si trova difronte alla più totale disperazione e rassegnazione, riuscendo a connettersi empaticamente con lo spettatore. Brava anche la giovane coprotagonista, la piccola Mackenzie Foy capace di rubare la scena a attori ben più quotati.

Molti hanno lamentato buchi e inesattezze strutturali della sceneggiatura. Partendo dal fatto che stiamo pur sempre guardando di un film di fantascienza, io ho trovato tutto plausibile (non a caso per scrivere la sceneggiatura i fratelli Nolan si sono avvalsi di un fisico quantistico, Kip Thorme). Mentre un paio di colpi di scena a mio giudizio sono un po telefonati ma comunque funzionali alla trama.
Concludo consigliando questo film a tutti i fans di Nolan e agli appassionati di viaggi spaziali. Soprattutto quest'ultimi avranno modo di sentirsi come un bambino il giorno di natale, vedendo trasportate sullo schermo tutte quelle teorie e nozioni lette fin'ora solo sui libri.
Un saluto S.Tripaldi