mercoledì 7 gennaio 2015

AMERICAN SNIPER




Buongiorno ogni vi parlerò di American Sniper. Film del 2014 diretto da Clint Eastwood.
Bradley Cooper è chiamato a interpretare Chris Kyle il più grande cecchino della storia americana.
Ero un po scettico su questo film, temevo nella classica americanata, dove gli statunitensi sono belli, buoni e esportatori di democrazia. Fortunatamente non è andata cosi. Il protagonista è si un fervente patriota, però compie un percorso che lo porta a cambiare in parte il suo punto di vista. Due scene servano a confermare ciò. A inizio film non ci pensa due volte a uccidere un bambino armato, mentre verso il volgersi del opera, tituba, e ciò poteva essere fatale, ma rende comprensibile il cambiamento che sta attraversando interiormente. Bisogna capire che il film parla di un uomo e non di una guerra, Clint non è interessato a raccontare cosa è buono o no ma solo parlare della vita di Kyle.

L'opera si svolge lungo l'arco narrativo di 9 anni. Ecco qui si poteva fare meglio. Lo spettatore fa fatica a comprendere la velocità con cui si svolgano alcuni accadimenti. Nel finale ciò ancor più accentuato, si passa  rapidamente da un uomo distrutto dalla guerra, ad un uomo perfettamente reintegrato nella società. Forse era meglio togliere qualche scena di guerra e aggiungere qualcosa all'evoluzione mentale di un persona con l'ossessione di proteggere, infatti i suoi demoni non sono l'aver ucciso ma il non aver salvato. Tutta la sua vita si compie con il bisogno ossessivo di proteggere i suoi fratelli, di sangue o acquisiti (i Marines).
Tornando a parlare delle scene di guerra, ho apprezzato molto il taglio registico realista. Infatti le numerose scene violente non sono mai gratuite, ma servano a far capire quanto tremendo sia trovarsi in un conflitto. Quanto sia logorante fisicamente e psicologicamente vedere compagni mutilati, seviziati e uccisi, proprio per questo avrei preferito come dicevo sopra, un miglior approfondimento sulla parte finale. Insomma si passa da un uomo distrutto a un amante focoso e padre irreprensibile in 5 minuti di pellicola.

Concludo dicendo che ho apprezzato molto il finale. (SPOILER) Il far subentrare la scritta che descrive la sua morte al posto di un Kyle sorridente, fa rimanere senza fiato lo spettatore, molto di più di come avrebbe fatto una messa in scena de omicidio. Toccanti anche le immagini del funerale, che mostrano un intero paese mobilitato per portare omaggio a chi ha vegliato sui propri soldati. Qui ci sarebbe da scrivere pagine e pagine su quanto sia giusto questo conflitto ( io non ho molta simpatia per un paese ipocrita e guerrafondaio), ma questo non è il momento ne il luogo giusto. Certo va rispettato una nazione, che nonostante le sue mille contraddizioni, riesce a unirsi e a compattarsi in questi momenti. E a mobilitarsi in toto davanti a una bandiera.

Un Saluto S. Tripaldi



Nessun commento:

Posta un commento